La formazione culturale
In India, grazie ai membri teosofici, Gandhi scopre la Bhagavad Gita, libro che lo marcherà profondamente, specialmente attraverso l’idea che il desiderio è sorgente di sofferenza e agitazione per lo spirito.
Svilupperà da quel momento un interesse per la religione che non si limiterà all’induismo, ma si estenderà al buddismo, all’islam e al Cristianesimo.
Lo stile di vita
Gandhi condusse una vita estremamente semplice, dando sempre esempio di massima umiltà e rispetto per tutti, partendo dai paria. Da molti Gandhi era visto alla stregua di un eremita, dal momento che conduceva una vita simile a quella monastica, dedicata al pensiero filosofico e soprattutto alla sua messa in pratica. Effettivamente il pensiero gandhiano vedeva il corpo come assolutamente secondario alla vera fonte della forza di un uomo, l’anima, e predicava che solo un distacco dalle necessità materiali potesse portare sulla via della verità, verso Dio:
« Chi non controlla i propri sensi è come chi naviga su un vascello senza timone e che quindi è destinato a infrangersi in mille pezzi non appena incontrerà il primo scoglio. »
Il silenzio
Gandhi riservava un giorno della settimana al silenzio, perché era convinto che il parlare rompesse la sua pace interiore. Questa idea era tratta da una concezione induista relativa al potere di mouna e shanti. Durante i giorni dedicati al silenzio comunicava con gli altri scrivendo su biglietti di carta. All’età di trentasette anni, per un periodo di tre anni e mezzo, Gandhi rifiutò di leggere i quotidiani affermando che il tumultuoso stato degli affari mondiali gli causasse ancora più confusione. Il silenzio gli serviva a concentrarsi per purificare l’anima e rendersi in pace.
La povertà
Al suo ritorno in India, dopo il soggiorno in Sudafrica dove era stato un avvocato e quindi aveva sperimentato un certo agio, Gandhi rinunciò ai suoi abiti occidentali, simbolo di ricchezza. La sua idea era quella di adottare un tipo di vestito che fosse accettabile anche dalle persone più povere dell’India. Questo era un aspetto di una condotta di vita che doveva essere incentrata sulla semplicità ed il disinteressamento per il superfluo. In questo senso si parla di aparigraha (non-possesso), ovvero di un orientamento spirituale che portasse alla povertà volontaria ed alla semplificazione della vita.
ndr: sorprendente come solitamente chi vuole cambiare la società pensi di lasciare invariato l’individuo. Gandhi no, ma agli indiani è stato spiegato 2300 anni fa. Lo sanno anche gli scarafaggi lì.
You say you’ll change the constitution
Well, you know
We all want to change your head
You tell me it’s the institution
Well, you know
You better free you mind instead
